Montecatini Terme, 08/02/2012 (informazione.it - comunicati stampa) Come molti dei nostri utenti avranno saputo lo scorso 31 gennaio
la Commissione per la Produzione ed il Commercio del Parlamento greco ha approvato una legge che bandisce l’impiego di qualsiasi genere di animale in qualsiasi tipo di spettacolo, ovvero nessun
animale potrà mai più essere fatto esibire davanti al pubblico a fini di intrattenimento.
Non è questa la sede per approfondimenti di natura filosofica e giuridica ma possiamo afffermare che si tratta di un vero e proprio “mostro” sia sotto il profilo etico che del diritto.
Infatti, con questo provvedimento si vuole cancellare una millenaria attività culturale ed artistica quale quella dell’addestramento senza toccare minimamente le svariate forme di detenzione e
vero sfruttamento degli animali. In Grecia, d’ora in poi, non si potrà mai più assistere ad un’esibizione di ammaestramento di animali mentre questi continueranno ad essere allevati, cavalcati,
cacciati, pescati, sfruttati in ogni modo senza che questo venga messo in discussione. Pensate, i parchi zoologici potranno continuare la loro attività ma senza che si sognino di mostrare al
pubblico come gli animali e l’uomo possano interagire (ovvero come possano venire addestrati)!
La Grecia passa alla storia come il primo paese europeo ad adottare una legislazione così ciecamente proibizionista – e il secondo del mondo dopo la Bolivia. Si potrebbero sprecare le
battute sul fatto che il paese ellenico e pure quello sudamericano avrebbero ben altro cui pensare in questo frangente della loro storia. Ma non è questo il punto. Infatti, il punto è che ci si
trova di fronte ad una colossale ingiustizia, ad una vera barbarie etico-giuridica, ad un omaggio all’espressione più ottusa, oscurantista ed ipocrita dell’animalismo. Si ricordi, ove necessario,
che si tratta di un omaggio che non costa nulla visto che la Grecia non ha circhi nazionali sul proprio territorio ma con questo dettato normativo limita la libera circolazione delle imprese
europee ed internazionali. Nessun vantaggio effettivo perverrà al welfare degli animali, è chiaro, ma la coscienza dei governanti greci da oggi sarà più pulita dopo che avranno impedito ai circhi
di passaggio di presentare qualche cavallo o tigre nati in cattività da generazioni. Poco importa se contemporaneamente milioni di animali continueranno ad avere lo stesso trattamento di sempre:
basta che lo spettatore non lo veda e non ne ricavi un momento di svago o meraviglia.
Fermo restando che ora questa norma dovrà resistere ai gravami costituzionali interni e a quelli della giustizia europea mi permetto di invitare tutti i circensi italiani, gli addestratori,
gli operatori del settore, i sostenitori e conoscitori del Circo ad inviare una breve e-mail di protesta alla Commissione parlamentare che ha approvato questo provvedimento, ai membri che la
compongono, al Parlamento e al Governo ellenici: facciamo sentire la nostra voce in ogni modo civile e con ogni lingua che conosciamo.
FRANCESCO MOCELLIN
Presidente del “Club Amici del Circo”
Rappresentante dell’ENC al Consiglio dell’European Circus Association
Per maggiori informazioni: www.amicidelcirco.net